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B-LOCAL! Idee per il futuro dell’economia in Brianza

Il 10 novembre 2016 Studio Apeiron ha ospitato l’evento “B-Local: idee per il futuro dell’economia in Brianza”, promosso da Dario Brivio e Francesco Cazzaniga di Studio Apeiron insieme all’agronomo Dante Spinelli, Martina Francesca, facilitatrice dell’associazione Transition Italia e Davide Cazzaniga e Chiara Pice dell’associazione Selva Urbana.

La serata si è aperta con una presentazione della filiera del legno a Km0 che i promotori dell’evento hanno costruito per rifornire lo Studio Apeiron di materia prima il più possibile sostenibile e locale.

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La figura riassume i principali passaggi della filiera: dal recupero nei parchi brianzoli di legno di alberi malati, caduti, o da abbattere perché specie esotiche, al taglio e stagionatura in segheria, alla realizzazione dei nostri prodotti di design. Ogni asse è identificata da un codice che permette di risalire all’origine del legno e di monitorarne il percorso su una mappa on line. L’associazione Selva Urbana infine pianta alberi in zone urbane nel nostro territorio per compensare la CO2 emessa durante tutto il processo.

I primi prodotti a km0 saranno pronti già nelle prossime settimane, mentre in primavera Selva Urbana pianterà il primo bosco urbano a Sovico.

L’idea di questa filiera è nata dal progetto Ri-economy promosso dal Transition Network, la rete internazionale delle Città in Transizione, che in Italia sono presenti con l’associazione Transition Italia. L’obiettivo è coinvolgere le comunità locali per traghettare la nostra società verso un futuro in equilibrio con i limiti fisici del nostro pianeta, resiliente, indipendente dai combustibili fossili, in grado di mitigare ed adattarsi al cambiamento climatico, prendendosi cura contemporaneamente della Terra e delle persone.

Il progetto Ri-economy intende applicare le idee della Transizione all’economia locale, con lo scopo di ricostruire insieme l’economia di un territorio, renderla più resiliente e locale, più ecologica e solidale.

Dalla visione di un modo diverso di lavorare e produrre, più umano e sostenibile, che produca resilienza e prosperità a livello locale e aiuti a cambiare le prospettive a livello globale, una “impresa di Transizione” (IT) segue dei principi che potremmo riassumere in cinque punti:

  1. Produce resilienza.Una IT contribuisce a incrementare la resilienza della comunità in cui opera rispetto all’incertezza economica ed energetica, l’esaurimento delle risorse e gli impatti del cambiamento climatico. Come parte della comunità una IT è resiliente per se stessa, ricercando la sostenibilità finanziaria e rendendosi il più indipendente possibile da investimenti e risorse esterne.
  2. Usa saggiamente le risorse.Una IT fa un uso saggio ed equilibrato delle risorse naturali (inclusa l’energia), umane e sociali, rispettandone i limiti, minimizzando la produzione di rifiuti. Tende a eliminare progressivamente o a fare completamente a meno di risorse non rinnovabili (includendo i combustibili fossili).
  3. Appropriata localizzazione. Una IT è attenta al contesto e si colloca in modo cooperativo e armonico rispetto all’ambiente (fisico e sociale) in cui si trova. Cerca di applicare i principi di resilienza, sostenibilità ed equa ripartizione delle risorse al proprio modo di rifornirsi e di relazionarsi con il resto del mercato e dell’economia (intesi nel senso più ampio del termine).
  4. Non per profitto.Una IT esiste per fornire alla propria comunità prodotti e servizi che siano accessibili e sostenibili, piuttosto che per generare profitti per altri. Gli utili vengono quindi preferibilmente reinvestiti a livello locale piuttosto che nel mercato finanziario o in meccanismi speculativi.
  5. Parte della comunità. Una IT lavora per costruire il bene comune. È per quanto possibile controllata dai propri dipendenti, collaboratori, clienti e comunità. Possiede strutture e modelli d’impresa che sono il più possibile aperti, autonomi, equi, democratici, inclusivi e responsabili. Si relaziona in modo cooperativo e sinergico con gli altri attori della comunità locale.

 

La filiera km0 del legno è per Studio Apeiron il primo passo per avvicinarsi all’idea di impresa in Transizione. Un altro passo importante è coinvolgere la comunità locale, gli attori economici e istituzionali perché da questo primo seme possa svilupparsi una rete economica molto più complessa, che genera resilienza e benessere a livello locale e contemporaneamente riduce l’impatto ambientale e la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

Per far questo, il focus principale dell’evento del 10, a cui hanno partecipato rappresentanti di aziende, banche, Comuni e associazioni nazionali, è stato il coinvolgimento attivo dei partecipanti nell’immaginare come potrebbe essere un’economia resiliente in Brianza, quali opportunità ed ostacoli potrebbero presentarsi, e quali potrebbero essere idee e proposte per i prossimi passi da compiere assieme.

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Nella facilitazione dell’evento abbiamo utilizzato il World Café, una metodologia partecipativa in cui conversazioni significative e creative avvengono in piccoli gruppi di persone, permettendo ai partecipanti di confrontarsi nell’esplorare i temi proposti. Nella restituzione finale delle idee emerse spicca il desiderio di fare rete e valorizzare le risorse umane e materiali del nostro territorio, creando una filiera più estesa che può diventare un’opportunità per l’economia locale.

Questo primo evento è stato un momento esplorativo sul tema Ri-economy in Brianza, che da tempo ci sta a cuore e che continueremo ad esplorare con altri incontri nei prossimi mesi.

 

Alcuni momenti della serata:

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I professionisti che hanno formato la filiera a KM0 del legno. A partire da sinistra: Agronomo Dante Spinelli, Brivio Dario (Apeiron), Martina Francesca di Transition Italia, Francesco Cazzaniga (Apeiron), Davide Cazzaniga di Selva urbana e Chiara Pice di Selva Urbana.

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L’ingresso dello studio si è trasformato in una foresta con odori e suoni del bosco.

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Martina Francesca facilita il world cafè per un confronto sull’economia locale.

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Francesco Cazzaniga spiega le finiture naturali e innovative usate da Studio Apeiron.

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Cerchio di chiusura.

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Dario Brivio presenta la prima asse di legno a KM0.

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Un momento della presentazione, l’introduzione alle Transition Town tenuta da Martina Francesca.

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